Sono stati pubblicati i contributi raccolti durante la conferenza “The Secret of Attraction: ISIS Propaganda and Recruitment”. Continue reading
Category Archives: Terrorism
Dr. Maria Alvanou, ITSTIME member, has made a presentation during the international conference “AVIATION AND INTERNATIONAL AFFAIRS” held in Athens at the Institute for International Relations (27-05-2016). The presentation was about security of airports and air transportation from terror operations, issues that are very vital after the attack in Brussels. Continue reading
Le “no-go zones” europee: tra luoghi di concentrazione etnica e movimenti fondamentalisti islamici – by Alice Cappello
L’arresto di Abdeslam Salah e in generale gli avvenimenti dello scorso marzo a Bruxelles, hanno rimarcato la problematica delle comunità islamiche e della ghettizzazione etnica.
Salah infatti, è riuscito a nascondersi a Bruxelles per ben quattro mesi dopo l’attentato di Parigi (novembre 2015). Un periodo che sembra paradossalmente lungo. Ci si chiede come sia stato possibile che l’intelligence e le autorità belghe, non siano riuscite a farsi carico di un problema la cui soluzione era evidentemente sotto ai loro occhi. Questo fatto, unito agli attentati di Bruxelles, pone Molenbeek, quartiere a ovest della città, in una situazione scomoda: quanta attenzione e quali politiche e interventi sono da effettuare in zone a così alta concentrazione etnica (in particolare di matrice islamica)? Ma soprattutto, quali sono le comunità islamiche più rilevanti e dove agiscono quelle più radicalizzate?
Inspire, Terrorism & Crisis Management: are we analysing natural calamities or terrorism? – By Barbara Lucini
In the last issue of Inspire (Spring 2016), an interesting article by Muhammad As-Sana’ani was released, comparing natural calamities and terrorism. The article raises crucial points, giving a new perspective on counterterrorism, showing for the first time an interest in the possible relationship between the crisis management approach and its strategies and terrorism acts. Continue reading
Volo Egyptair e sicurezza negli aeroporti – by Gaia Rossi
Nella notte tra il 18 e il 19 maggio alle 2.45’, il volo MS804 scompare dal radar. L’airbus, partito dall’aeroporto Charles de Gaule alle 23:09, non è mai arrivato a destinazione. Il volo con 66 persone a bordo è precipitato al largo dell’isola greca di Karpathos. Subito le amministrazioni si sono pronunciate con diverse ipotesi sulle cause dell’accaduto, la più “gettonata” sembrava essere quella del terrorismo. Ancora stamattina (24/05) non ci sono conferme o smentite su rivendicazioni riguardo l’accaduto. Continue reading
Aereo Egyptair caduto: altro colpo della propaganda del Daesh?
Copione che si ripete avendo imparato come fare meglio? L’incidente dell’airbus della Egyptair, scomparso questa notte, il cui relitto è stato avvistato al largo dell’isola di Karpathos fa riecheggiare l’episodio avvenuto in Egitto, il 31 ottobre 2015, quando un aereo di linea russo è stato abbattuto nei cieli del Sinai dall’esplosione di una lattina lasciata sotto il sedile, causando la morte di 224 passeggeri. Continue reading
Socializzazione resiliente, terrorismo e movimenti antagonisti – by Barbara Lucini
Durante queste ultimi giorni, alcuni fatti meritano un’attenzione particolare, in quanto da essi emerge chiaramente il ruolo finora sottovalutato della sociologia e dell’analisi che essa può offrire, per l’interpretazione e la valutazione di fenomeni terroristici o ad essi associati. La sociologia in particolare permette di comprendere processi sociali tipici come la socializzazione in connessione con le attività terroristiche e gli ambienti sociali e geografici dove esse si sviluppano. Continue reading
Il fenomeno della “Spirale Balcanica” e il caso Ibrahim Delic – by Giovanni Giacalone
Il processo di radicalizzazione che ha caratterizzato la vita di Ibrahim Delic, jihadista bosniaco veterano di due guerre e attualmente sotto processo in Bosnia con l’accusa di terrorismo, rispecchia pienamente le quattro fasi della “Spirale Balcanica” e la potenziale quinta fase. Continue reading
Terroristi a Bari: la catena Afpak, i rifugiati e le minacce all’Italia – by Marco Lombardi
Gli arresti di oggi a Bari sono importanti e interessanti: ci stiamo lavorando. Ma già sono possibili alcune considerazioni anche in relazione ai fatti di queste settimane. Continue reading
Il network jihadista in Italia: Dae’sh e la nuova strategia di penetrazione del territorio italiano – by Nicolò Spagna
Tornando sulla questione del network jihadista e i collegamenti che sono stati riscontrati con l’Italia, trattati nell’articolo precedente, oggi l’attenzione si focalizza nel particolare in Lombardia e Piemonte. Il 28 aprile 2016 sono stati emessi ordini di arresto nei confronti di sei soggetti accusati di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale”. Questo evento, oltre a confermare ulteriormente l’esistenza nel territorio italiano di focolai di fondamentalismo di matrice islamica strettamente collegati al sedicente Stato Islamico, è interessante in quanto evidenzia in primis l’importanza dell’analisi delle reti sociali e delle diverse tipologie relazionali riscontrabili al loro interno. In secondo luogo si evidenzia la sottile (ma presente) capacità di adattamento delle strategie del Dae’sh in funzione degli obiettivi.
La cellula degli Imishti – by Giovanni Giacalone
Lo scorso 16 aprile Samet Imishti veniva condannato da un tribunale kosovaro a sette mesi di reclusione, con aggiuntiva multa di euro 800; il soggetto in questione è accusato di aver fatto propaganda a favore dell’ISIS sul proprio profilo Facebook e attraverso un gruppo denominato “Me ose, pa tu, Hilafeti eshte rikthy” (Con te o senza di te il califfato è ritornato), da egli gestito. Continue reading
Esce martedì 26 Aprile il nuovo libro di Giovanni Giacalone
Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare di “rotta balcanica” e di jihadismo proveniente da est, in particolare dopo alcune operazioni anti-terrorismo in territorio italiano che hanno visto coinvolti alcuni personaggi provenienti dai Balcani. Improvvisamente l’Italia si è resa conto che i jihadisti non erano poi così lontani.
Un pericolo che tuttavia non compare dal nulla, ma che è il risultato di un processo avviato nei primi anni ’90 con lo scoppio della guerra di Bosnia, quando centinaia di jihadisti veterani del conflitto afghano contro i sovietici confluirono nel paese balcanico per combattere contro serbi e croati.
Dopo la fine della guerra molti di questi jihadisti si stabilirono nell’area e posero le basi per la diffusione dell’islamismo radicale. Un fenomeno plurifase che io definisco “Spirale Balcanica” e che in seguito influenzerà anche altri paesi limitrofi come Albania, Macedonia e Kosovo, diventando così una seria minaccia per l’Italia.